Rafforzare la filiera europea della moda, valorizzare il ruolo delle piccole e medie imprese manifatturiere e contrastare gli effetti dell’ultra-fast fashion. Sono questi gli obiettivi della proposta avanzata da CNA Federmoda nel corso del vertice bilaterale tra Italia e Francia dedicato al settore moda, svoltosi a Palazzo Piacentini e presieduto dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e dal Ministro francese Sébastien Martin.

Al centro del confronto, la necessità di costruire una strategia comune europea capace di difendere il patrimonio produttivo rappresentato dalle migliaia di piccole imprese che costituiscono il cuore della filiera della moda.

Le PMI al centro della competitività del Made in Italy

«Le piccole imprese non sono semplici fornitori dei grandi marchi, ma custodiscono competenze, lavorazioni e saperi che rendono unica la moda italiana. Se si indebolisce questa rete, si impoverisce l’intero sistema produttivo», ha sottolineato la Presidente nazionale di CNA Federmoda, Doriana Marini.

Una posizione che richiama l’importanza di salvaguardare il patrimonio di professionalità, qualità artigianale e competenze manifatturiere che caratterizzano il Made in Italy e rappresentano uno dei principali fattori di competitività sui mercati internazionali.

Le proposte di CNA Federmoda

Nel corso del Tavolo Moda, CNA Federmoda ha indicato due priorità strategiche per sostenere le imprese della filiera.

La prima riguarda l’armonizzazione degli audit e dei sistemi di valutazione richiesti dai grandi marchi alle aziende fornitrici. Oggi molte PMI sono chiamate a rispondere a procedure differenti, spesso sovrapposte, con un notevole impiego di tempo e risorse.

La seconda proposta punta alla costruzione di un vero patto di filiera tra brand e imprese manifatturiere, fondato su programmazione, responsabilità condivisa e una più equa distribuzione del valore lungo tutta la catena produttiva.

Innovazione, sostenibilità e tutela delle competenze

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche temi fondamentali per il futuro del comparto, tra cui il Piano Italia per la Moda, il credito d’imposta per il design, la transizione digitale e ambientale e la valorizzazione delle competenze manifatturiere.

Secondo CNA Federmoda, la sostenibilità ambientale deve essere accompagnata anche dalla sostenibilità economica delle imprese che producono qualità e innovazione.

«Non può esistere una moda sostenibile senza una filiera economicamente sostenibile. Italia e Francia possono promuovere un modello europeo capace di difendere imprese, distretti produttivi e occupazione», ha concluso Doriana Marini.

Un tema strategico anche per il territorio

Per un territorio come quello pisano, dove il sistema della moda rappresenta un’importante componente del tessuto produttivo, il rafforzamento delle filiere, la tutela delle competenze artigiane e il riconoscimento del valore delle piccole imprese sono elementi fondamentali per sostenere competitività, occupazione e sviluppo.

CNA continua a promuovere iniziative e proposte che valorizzano il ruolo delle imprese artigiane e manifatturiere, favorendo politiche industriali orientate alla qualità, all’innovazione e alla crescita sostenibile dell’intero comparto.