Abbiamo raccolto delle testimonianze dopo l’uscita nei giorni scorsi del sondaggio di CNA sull’impatto dell’emergenza sanitaria sull’economia reale.
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Amerigo Buti, titolare Buti pelletterie, CNA Federmoda

“Il nostro settore è molto esposto alle dinamiche internazionali. Già con il rallentamento dell’economia cinese avevamo riscontrato nei mesi scorsi un rallentamento degli ordinativi. Ora si sono bloccati anche gli sbocchi commerciali indotti dai flussi turistici: il picco si sta avendo proprio in questi giorni. I nostri spazi commerciali sono fermi da oltre una settimana. Anche i buyers che noi riceviamo continuamente, stanno disdettando gli appuntamenti e questo ovviamente avrà ripercussioni sulla produzione del trimestre.

Noi però contiamo che ci potrà una ripresa anche rapida con la fine dell’emergenza. I nostri sono settori funzionano frenano rapidamente ma accelerano altrettanto rapidamente. Noi stiamo già preparando le campagne di comunicazione per cogliere i primi sintono di ripresa delle normalità. Ci aspettiamo anche un forte risposta da parte delle istituzioni per poter reggere questo colpo durissimo.”

Claudio Sbrana Portavoce CNA Taxi Pisa

“Uno stop cosi brusco e così clamoroso non ce lo aspettavamo. Specie negli ultimi giorni sono calati in modo vertiginoso i flussi di arrivi e partenze.

Siamo preoccupati perché in questi giorni sono diventare ordinarie attese di oltre un’ora fra un servizio ed un altro: tempi di attesa mai visti pur in periodi di non elevata operatività.

Come ogni anno con la Pasqua assistiamo ad un forte ripresa del lavoro, ma una città come Pisa anche nei periodi meno densi turisticamente ha un suo flusso constante per le attività accademiche, la convegnistica gli ospedali il business che si è drasticamente interrotto. Senza contare che abbiamo anche delle preoccupazioni per noi stessi visto che siamo senza particolari protezioni anche se ovviamente adottiamo tutti gli accorgimenti per arginare i rischi, che sono suggeriti dalla Autorità.”

Nicola Micheletti Locanda Sant’Agata, direttivo CNA HoReCa Pisa

“Questo allarmismo ha provocato paure del tutto irrazionali che ha innescato anche reazioni molto contradditori. Noi che abbiamo clientela sia locale che internazionale lavoriamo con tour operator e ci portano gruppi da mezzo modo abbiamo avuto uno stop deciso nelle ultime settimane. Abbiamo avuto disdette delle prenotazioni del ristorante, ma anche la parte delle camere della Locanda, che tipicamente riguardano una clientela business, in questo periodo sono in pratica vuote. Rispetto a febbraio dello scoro anno abbiamo registrato una flessione dei ricavi di almeno il 60%: i conteggi li stiamo facendo proprio in queste ore. È triste rimanere in sala ad aspettare telefonate che non arrivano. Possiamo contare però sui nostri clienti locale molti affezionati che, almeno loro, non fanno mancare la presenza.  A risentire della crisi del nostro settore c’è anche tutto un indotto di servizi come la pesca, gli ortaggi o le lavanderie tanto per fare gli esempi più eclatanti.”

Valentina Calò, Artigianato Toscano Souvenirs, presidenza CNA Artistico e tradizionale

“La crisi da coronavirus ha colpito anche noi che produciamo articoli da regalo e Souvenirs, le città turistiche sono vuote e i musei deserti. Le cancellazioni hanno colpito il mese di marzo ed andando a oltre la Pasqua, che per noi è un periodo fra i più importanti di tutto l’anno, il rischio aziendale aumenta vertiginosamente. Anche stamani che eravamo a Firenze per fare consegne, abbiamo avuto una estrema facilità nell’entrare e consegnare quando di solito ci sono forti intasamenti e rallentamenti. Speriamo che vivendo di turismo questo possa riprendere quanto prima: intanto è saltata la parte di gite scolastiche che sono un bel mercato per il nostro settore e l’auspicio è che possano riprendere solo con uno slittamento di date. Ci vorrebbe una scossa forte che faccia percepire che l’emergenza che realtà non c’è mai stata, comunque è finita e le città sono sicure: la Toscana è una regione più che sicura.”

Riccardo Bolelli, portavoce nazionale CNA Bus

“Da oltre un mese non facciamo che collezionare disdette. Persino le gite scolastiche sono state bloccate in Toscana dove a parte casi sporadici e isolati non ci sono state vere emergenze.

C’è una emergenza economica gravissima specie nel nostro settore, ma non solo, che vive di turismo. Bisogna stoppare mutui, finanziamenti, leasing e pagamenti come contributi e imposte. La crisi peraltro arriva in un periodo come l’inverno che per noi è già duro da affrontare a cose normali e fiato in corpo non ne abbiamo molto. O arriva una risposta forte da parte delle istituzioni, e io mi sto battendo per questo dall’inizio della crisi anche a livello nazionale, oppure assisteremo a fallimenti a raffica che si espanderanno come una epidemia…. e questa sì che rischia di essere una epidemia letale!”

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)