CNA Fita: “Stanziare risorse per potenziare la mobilità e sostenere il settore”
CNA Fita propone di impiegare autobus da noleggio e taxi per integrare l’offerta di trasporto pubblico fino al ritorno alla normalità.
Le Pmi del trasporto persone possono offrire un prezioso contributo alle esigenze di mobilità nella fase di riapertura delle attività. Il settore privato può mettere a disposizione un parco veicoli di circa 70mila unità tra taxi e Ncc (oltre 40mila auto) e autobus noleggio (quasi 30mila mezzi) per rispondere alle esigenze di mobilità collettiva. I protocolli di sicurezza e, in particolare, il distanziamento non consentono al servizio pubblico di soddisfare in modo adeguato la domanda di trasporto. La proposta di CNA Fita consente di raggiungere un duplice obiettivo: potenziare l’offerta di mobilità pubblica e dare risposte alla drammatica crisi che sta vivendo il settore del trasporto persone che a causa degli effetti del contagio accusa il 90% delle attività ferme. Destinare risorse aggiuntive al fondo del trasporto pubblico (circa 1,4 miliardi di euro) e coinvolgere il settore privato nella inevitabile riorganizzazione della mobilità collettiva rappresenta pertanto una risposta alle criticità del trasporto e uno strumento di sostegno a migliaia di imprese. Per i mercati di riferimento del turismo, congressuale e scolastico occorrerà molto tempo prima di tornare alla normalità.
È necessario ricercare, con il sostegno delle istituzioni, nuove risposte a nuovi bisogni provocati dall’emergenza sanitaria. Oltre agli interventi urgenti di sostegno alle imprese è fondamentale stanziare risorse per sviluppare nuovi servizi di mobilità collettiva come, ad esempio, l’erogazione di “voucher-mobilità” per incentivare l’utilizzo di mezzi di trasporto pubblico non di linea, o come l’impiego dei veicoli privati nel supporto dei servizi socio-sanitari, anch’essi obbligati ad affrontare la riorganizzazione strutturale dei mezzi e delle capacità che si ridurranno. Riccardo Bolelli presidente CNA BUS Nazionale, Toscana e Pisa, ha colto la palla al balzo: “per noi sarebbe una soluzione vitale poter mettere le nostre macchine adesso bloccate dal fermo, a disposizione del concessionario di TPL che sia l’attuale, ONE Scarl, o il prossimo Autolinee Toscane. La nostra proposta va oltre il concessionario e investe le modalità organizzative nuove che si stanno profilando. E fra molte incertezze, una certezza c’è: ci sarà bisogno di più trasporto pubblico e di più mezzi. E ci conforta che anche Zavanella lo vada proponendo.”
Al coro si sono uniti Claudio Sbrana Portavoce Taxi Cna Pisa e Roberto Lucarelli portavoce Ncc CNA Pisa “Certo sarà necessario che gli enti locali adottino una politica degli orari che diluisca il più possibile i momenti di affollamento e congestione, ma in ogni caso la capienza dei mezzi sarà ridotta rispetto agli standard del passato quindi serviranno più mezzi. Ebbene questi mezzi possono essere messi dalle aziende legate al turismo che peraltro oggi sono completamente ferme. Questo è un modo per superare l’emergenza e dare una risposta che salva sia il TPL che le aziende private – incalzano Bolelli, Sbrana e Lucarelli che concludono – Si consideri anche che il rischio che le imprese del turismo possano saltare e quindi quando ci sarà, e prima o poi ci sarà, la ripresa dei flussi turistici, non avremo più lo stesso parco mezzi perché è un settore che rischia di essere più che dimezzato e di questo, tutta la filiera ne risentirà anche dopo la fine dell’emergenza. Serve una visione strategica e poter organizzare modalità che permettano di garantire il massimo della sicurezza. Occorre anche considerare che più trasporto pubblico, riduce i livelli di inquinamento. E come si è visto anche il livello di inquinamento possono avere una rilevanza rispetto alla contagiosità del virus e alle possibilità di contagio. Il distanziamento sociale e gli accorgimenti in via di definizione (anche un po’ confusamente) da adottare all’interno, a partire dagli impianti di condizionamento e di aerazione che vanno però definiti prima possibile perché è questo il fattore determinate per la sicurezza. Per una Regione come la Toscana è doveroso ragionare in termini di sistema, che preveda una necessaria ripresa del turismo e non si può prescindere dal ruolo delle imprese di trasporto persone sia di bus che di vetture, ncc e taxi”.
(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)









