I camion rischiano di fermarsi nei prossimi mesi. Non per protesta, ma perché le aziende potrebbero non avere più la liquidità per fare il pieno. CNA Fita lancia l’allarme e porta al Governo una proposta in sei punti: un Patto sociale sui carburanti.

Da mesi il caro gasolio pesa sui bilanci delle imprese di autotrasporto. Adesso la situazione rischia di diventare critica. Secondo CNA Fita, l’Unione nazionale di CNA che rappresenta le imprese di trasporto, molti mezzi pesanti potrebbero restare fermi nei piazzali. Il motivo non sarebbe un fermo proclamato: semplicemente, le aziende potrebbero non riuscire più a pagare il carburante.

L’associazione riconosce il lavoro fatto dal Governo con i crediti d’imposta e il taglio delle accise. Però giudica queste misure insufficienti, perché la crisi energetica si aggrava e i costi operativi continuano a crescere.

Che cos’è il Patto sociale sui carburanti

Per evitare che l’emergenza diventi irreversibile, CNA Fita propone un Patto sociale sui carburanti. Si tratta di un pacchetto di misure immediate e strutturali con tre obiettivi:

  • sostenere le piccole e medie imprese del settore;
  • distribuire in modo equo i maggiori costi lungo tutta la filiera;
  • contrastare ogni forma di speculazione.

Le sei richieste di CNA Fita al Governo

  1. Un fuel surcharge obbligatorio. Il supplemento carburante deve essere vincolante e calcolato con un sistema pubblico e trasparente.
  2. Liquidità per tutte le imprese. Servono risorse straordinarie e subito disponibili, per ogni azienda, senza distinzioni in base alla massa dei veicoli.
  3. Crediti d’imposta più semplici e più rapidi. Gli strumenti già esistenti devono arrivare alle imprese in tempi brevi.
  4. Valori indicativi di riferimento aggiornati. Devono indicare quanto incide il carburante sui costi e comprendere anche i costi dei noli marittimi.
  5. Un piano nazionale contro i furti di gasolio. Serve più sicurezza nelle aree di sosta e nei parcheggi autostradali.
  6. Un’iniziativa del Governo in Europa. L’obiettivo è ottenere deroghe temporanee sui livelli minimi di tassazione, sterilizzare l’IVA sulle accise e abbassare la soglia minima del gasolio commerciale.

«Il fermo resta l’extrema ratio»

CNA Fita precisa che non sta minacciando una protesta. L’associazione descrive un rischio concreto: i camion potrebbero fermarsi perché le imprese non hanno più le risorse per il rifornimento. Per questo, spiega, serve subito un Patto sociale sui carburanti. Solo così si può garantire che l’autotrasporto continui a lavorare e proteggere un settore da cui dipende tutta l’economia nazionale.

Perché riguarda anche il nostro territorio

L’autotrasporto è l’infrastruttura invisibile su cui viaggia l’economia reale. Porta le materie prime alle botteghe artigiane e i prodotti finiti ai clienti. Quando il settore si ferma, tutta la filiera rallenta. CNA Pisa segue da vicino l’evoluzione del confronto con il Governo ed è a disposizione delle imprese associate per informazioni e assistenza.

Fonte: CNA Nazionale, comunicato del 22 settembre 2026.