La Toscana è tra le regioni italiane maggiormente colpite dall’aumento del prezzo della benzina. Secondo un’elaborazione di CNA sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornata al 17 luglio, il prezzo della benzina nella nostra regione è aumentato di 28 centesimi al litro rispetto al 27 febbraio, collocando la Toscana al secondo posto in Italia per entità del rincaro, insieme al Piemonte e subito dopo il Friuli Venezia Giulia.

Si tratta di un incremento superiore alla media nazionale, che nello stesso periodo si attesta a 24,3 centesimi al litro (+14,6%). Un dato che pesa in modo particolare sulle micro e piccole imprese, chiamate ogni giorno a sostenere costi di trasporto sempre più elevati.

Un aumento che colpisce il sistema produttivo

L’incremento dei carburanti non riguarda soltanto chi si mette al volante per motivi personali. Per molte imprese rappresenta un costo diretto che incide sulla competitività.

Sono particolarmente esposte:

  • imprese dell’autotrasporto;
  • artigiani che effettuano assistenza tecnica e manutenzioni;
  • imprese delle costruzioni;
  • attività che svolgono consegne a domicilio;
  • aziende che operano quotidianamente sul territorio con mezzi aziendali.

Per queste realtà, ogni aumento del prezzo del carburante si traduce in un incremento dei costi operativi, spesso difficile da recuperare attraverso l’adeguamento dei listini.

Quanto pesa il rincaro

L’impatto economico è facilmente quantificabile.

Un aumento di 40 centesimi al litro significa una spesa aggiuntiva di circa 400 euro ogni 1.000 litri di carburante consumati. Per molte micro e piccole imprese questo si traduce in una riduzione dei margini e in una minore capacità di investire in crescita, innovazione e occupazione.

Benzina e gasolio: due dinamiche differenti

Se la Toscana figura tra le regioni con i maggiori aumenti della benzina, il quadro cambia per il gasolio.

Gli incrementi più consistenti del diesel interessano infatti Sicilia, Campania, Friuli Venezia Giulia e Veneto, mentre la Toscana non rientra tra i territori con i rincari più elevati per questo carburante.

L’analisi evidenzia inoltre un aspetto importante: le regioni che registrano gli aumenti più elevati non sono necessariamente quelle dove oggi il carburante costa di più. Si tratta di due indicatori distinti che descrivono dinamiche differenti del mercato.

CNA: servono attenzione e trasparenza

Per CNA il quadro desta preoccupazione.

«La Toscana si colloca tra le regioni più penalizzate dall’aumento del prezzo della benzina. Un andamento che pesa sulle imprese artigiane e sulle piccole aziende che ogni giorno utilizzano i propri mezzi per lavorare, raggiungere i clienti e garantire servizi essenziali. È necessario monitorare attentamente l’evoluzione dei prezzi e rafforzare gli strumenti di trasparenza lungo tutta la filiera, evitando che le imprese continuino a sopportare rincari superiori alla media nazionale», ha dichiarato il Presidente di CNA Toscana, Luca Tonini.

CNA Pisa al fianco delle imprese

CNA Pisa continua a monitorare l’andamento dei costi che incidono sull’attività delle imprese del territorio, portando all’attenzione delle istituzioni le criticità che interessano artigiani, autotrasportatori e piccole aziende.

Leggi il comunicato di CNA Nazionale QUI.