CNA Nazionale, insieme a Confartigianato, ha presentato alla Commissione Finanze della Camera una memoria sul decreto sostegni. Secondo le due confederazioni, le misure adottate dal Governo rappresentano un sostegno necessario. Tuttavia, occorre rafforzarne l’efficacia e ampliare la platea dei beneficiari. Il caro energia, infatti, continua a comprimere i margini delle piccole imprese e mette a rischio la tenuta di intere filiere produttive.
Decreto sostegni, un credito d’imposta per le imprese non energivore
Tra le richieste principali c’è un credito d’imposta per le piccole imprese non energivore. Queste imprese subiscono i rincari dell’elettricità, ma non accedono alle agevolazioni riconosciute alle imprese a forte consumo di energia. Per questo CNA e Confartigianato propongono un credito pari al 20% della spesa per la componente energia elettrica. Il periodo di riferimento è il terzo trimestre 2026.
In particolare, il credito sarebbe destinato alle imprese che abbiano registrato un aumento di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta quindi di un intervento temporaneo e selettivo, con un valore complessivo stimato di circa 750 milioni di euro.
Autotrasporto, il peso del carburante sui costi
Particolarmente critica, inoltre, è la situazione dell’autotrasporto. In questo settore il carburante arriva a rappresentare il 40% dei costi di esercizio. Le confederazioni prendono l’esempio di un mezzo pesante con una percorrenza di 100mila chilometri e consumi di circa 33mila litri l’anno. Anche con il prezzo del gasolio calmierato a 2,19 euro al litro, il maggiore costo rispetto al prezzo medio di settembre 2025 è di circa 18.300 euro su base annua.
Il contenimento volontario dei prezzi da parte delle compagnie petrolifere è apprezzabile. Tuttavia, non garantisce una copertura uniforme. Restano scoperti, tra gli altri, i rifornimenti attraverso depositi aziendali.
Le richieste per il trasporto merci
Di conseguenza, CNA e Confartigianato chiedono:
- misure capaci di ristorare anche le imprese che utilizzano veicoli sotto le 7,5 tonnellate di classe Euro 5;
- una proroga dei termini di compensazione, per utilizzare pienamente i crediti d’imposta oltre l’anno corrente;
- un rifinanziamento sostanzioso della misura per i mesi di settembre e ottobre;
- l’uso dell’extragettito IVA generato dai rincari per sostenere il trasporto merci;
- un adeguamento effettivo dei corrispettivi all’aumento del carburante;
- controlli più forti contro eventuali comportamenti speculativi.
Taxi, NCC e revisioni nel decreto sostegni
Le confederazioni chiedono anche di includere nei sostegni taxi e noleggio con conducente. Finora, infatti, questi servizi sono rimasti esclusi dal credito d’imposta straordinario. Le proposte comprendono contributi dedicati e meccanismi di adeguamento delle tariffe e dei contratti agli aumenti eccezionali del carburante. A questi si aggiungono incentivi al rinnovo dei veicoli.
Infine, CNA e Confartigianato propongono di aggiornare del 15% le tariffe per le revisioni dei veicoli leggeri. Accanto a questo, chiedono un meccanismo biennale di rivalutazione legato all’inflazione.
Cosa cambia per le imprese del territorio
Le richieste di CNA e Confartigianato riguardano diverse categorie di imprese:
- le piccole imprese non energivore, per il credito d’imposta del 20% sulla spesa per l’energia elettrica del terzo trimestre 2026;
- le imprese di autotrasporto, per i ristori sul carburante, la proroga dei termini di compensazione e il rifinanziamento della misura per settembre e ottobre;
- taxi e noleggio con conducente, finora esclusi dal credito d’imposta straordinario;
- le revisioni dei veicoli leggeri, per l’aggiornamento del 15% delle tariffe.
Decreto sostegni, CNA Pisa al tuo fianco
Vuoi capire se e come il decreto sostegni può riguardare la tua impresa? Gli uffici di CNA Pisa ti accompagnano passo dopo passo, dall’analisi dei costi energetici alla gestione dei crediti d’imposta. Scopri i nostri oppure fissa un appuntamento.
Per approfondire, leggi il comunicato completo.









