Tra le novità del c.d. Decreto PNRR la modifica delle disposizioni in materia di appalti, subappalti, distacco e somministrazione e l’inasprimento delle sanzioni.

Attraverso l’integrazione dell’art.29 del d.lgs. n.276/03, inerente il contratto d’appalto e la responsabilità solidale che si applica all’intera filiera degli appalti, si introduce una disposizione simile, ma non del tutto sovrapponibile, a quella prevista nel codice dei contratti pubblici (art. 11 D.lgs. n. 36/2023), con la finalità di contrastare il fenomeno dell’esternalizzazione delle attività al solo scopo di abbattere il costo del lavoro a danno dei lavoratori.

In sostanza, prevede che ai lavoratori coinvolti in appalti o subappalti debba essere garantito un trattamento economico complessivo che non sia inferiore a quello stabilito dai contratti collettivi nazionali e territoriali “maggiormente applicati” nel settore “strettamente connesso con l’attività oggetto” dell’appalto e nella zona geografica dove si svolge l’appalto.

Si estende inoltre la responsabilità solidale a tutti i soggetti coinvolti negli appalti illeciti.

Ipotesi rispetto alla quale fino ad ora l’appaltatore fittizio non veniva considerato responsabile dal punto di vista contributivo non essendo il reale fruitore delle prestazioni di lavoro.

Detta estensione si applica nelle ipotesi di utilizzatore che ricorre alla somministrazione di prestatori di lavoro:

– da parte di soggetti diversi dalle agenzie di somministrazione di lavoro appositamente abilitate ai sensi dell’art.4 del D.lgs. n.276/2003;

– tramite agenzie abilitate, ma al di fuori dei limiti previsti ai fini della somministrazione stessa.

Infine, la responsabilità solidale viene estesa anche ai casi di appalto/subappalto o distacco non genuini, in quanto privi dei requisiti richiesti. Ciò consente di applicare la stessa tutela sia ai lavoratori impiegati in appalti/subappalti e distacchi illeciti sia a quelli utilizzati in appalti/subappalti e distacchi genuini.

Al fine di contrastare il grave fenomeno della somministrazione abusiva di personale, viene modificato l’art.18 del D.lgs. n. 276/03 e si reintroduce un sistema sanzionatorio di carattere penale, in sostituzione di quello attuale amministrativo, applicabile nelle seguenti ipotesi: –

– Esercizio abusivo dell’attività di somministrazione di lavoro: arresto fino a un mese o dell’ammenda di euro 60 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di lavoro (era prevista la pena dell’ammenda di 50 euro per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di lavoro).

– Somministratore non autorizzato che agisce senza scopo di lucro: arresto fino a due mesi o ammenda da 600 a 3000 euro (era prevista la pena dell’ammenda da 500 a 2500 euro);

– Esercizio abusivo dell’attività di intermediazione, ricerca e selezione del personale: arresto fino a tre mesi o dell’ammenda da 900 a 4500 euro (era prevista la pena dell’ammenda di 50 euro per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di lavoro)

– Esercizio non autorizzato delle attività di intermediazione, ricerca e selezione del personale svolte senza scopo di lucro: arresto fino a quarantacinque giorni e dell’ammenda da euro 300 a euro 1.500.

– Utilizzatore di personale somministrato da soggetti non autorizzati: arresto fino ad un mese o dell’ammenda di 60 euro per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione (era previsto per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione, un’ammenda di 50 euro)

Appalto e distacco non genuini: inasprimento delle sanzioni previste nelle ipotesi di appalto o distacco fittizi, per l’utilizzatore ed il somministratore di personale, i quali – in luogo dell’attuale pena dell’ammenda di euro 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione – vengono ora sanzionati con la pena dell’arresto fino a un mese o dell’ammenda di euro 60 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione.

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