L’articolo 1, commi da 182 a 191 della L. 208/2015, ha previsto un sistema di tassazione agevolata consistente nell’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali del 10% per i premi di produttività concessi dal datore di lavoro ai propri dipendenti.

A questa tassazione agevolata si affianca per il datore di lavoro la possibilità di beneficiare anche di una quota di decontribuzione, stabilita dal comma 189 pari al 20%, purché le aziende coinvolgano pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

Il legislatore, con l’art 1 comma 18 della L. 30 dicembre 2023 n. 213 (legge di bilancio 2024), ha ridotto anche per questo anno 2024 la tassazione agevolata portandola al 5%.

 

Questa tassazione agevolata ridotta (passata dal 10% al 5%) è una eccezione riconfermata anche per questo anno dal legislatore, il quale l’aveva introdotta sempre in via sperimentale anche per il 2023.

Ma questo strumento, che può essere molto conveniente per il datore di lavoro per incentivare e premiare i propri dipendenti, ha delle regole e dei criteri da seguire, che di seguito brevemente vedremo.

I criteri di applicazione di questo istituto sono sostanzialmente 3:

  • Criterio soggettivo (requisiti imposti al lavoratore);
  • Criterio oggettivo (obbiettivi da raggiungere per il premio individuati con accordo);
  • Accordo sindacale e deposito.

 

In merito al criterio soggettivo il beneficio è riservato ai lavoratori dipendenti del settore privato, i quali per poter essere ammessi alla detassazione, devono risultare percettori, nell’anno precedente, di redditi di lavoro dipendente di ammontare non superiore a 80.000 euro.

Il limite massimo di importo assoggettabile a tassazione agevolata è pari a 3.000 euro annui, innalzabile a 4.000 euro in caso di coinvolgimenti paritetico dei lavoratori.

 

Per il criterio oggettivo dobbiamo fare particolare attenzione al contenuto dell’accordo, che deve essere redatto,per la concessione del premio.

Per la spettanza della tassazione agevolata, sono considerati premi di risultato tutte quelle somme che soddisfano le seguenti condizioni:

  • Risultano di ammontare variabile;
  • Sono quantificate in funzione a risultati incrementali di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione dell’impresa; gli incrementi devono essere misurabili e verificabili; misurazione e verifica devono aver luogo trascorso un congruo periodo, anch’esso fissato dal contratto collettivo;
  • Sono, conseguentemente, legate a indicatori numerici o di altro genere identificati dall’accordo collettivo che attestano in modo obiettivo il raggiungimento degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione dell’impresa.

 

Tutti questi elementi sono di essenziale importanza, il non rispetto di queste caratteristiche fa venir meno la possibilità di applicare la tassazione agevolata e imporrà, in caso di controllo, il datore ad applicare per il premio già concesso la tassazione ordinaria.

Per la specifica del significato dei risultati incrementali e soprattutto del periodo congruo (in particolare come parametro di riferimento per verificare l’incremento) si può fare riferimento a varie risposte e interpelli forniti dall’Agenzia delle Entrate, tra le varie a titolo di esempio, Circ. 28-E/2016, Circ. 5-E/2018, risposta 270/2021, risposta 59/2024.

 

Riguardo l’accordo sindacale e il suo deposito per avere diritto all’agevolazione, la fonte del premio di produttività deve essere un contratto collettivo di secondo livello, stipulato, in mancanza in azienda di Rsa o Rsu, con le organizzazioni sindacali territoriali maggiormente rappresentative.

Il deposito deve essere telematico nella sezione specifica del sito del Ministero del lavoro, ed a norma di legge dovrebbe avvenire entro 30 gg dalla data di sottoscrizione dell’accordo.

Insieme al deposito dell’accordo dovrà essere allegata anche la dichiarazione di conformità.

Questo termine però non è da considerarsi perentorio, è stata la stessa Agenzia delle Entrate, che con la Circ. 5-E/2018, ha stabilito che condizione per l’applicazione della detassazione, è che il deposito dell’accordo e l’effettuazione della dichiarazione di conformità vengano disposti prima di corrispondere il premio.

 

La decontribuzione, riconosciuta come possibilità dall’articolo 1, comma 189 della L. 208/2015, presuppone il coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro. Detta decontribuzione, come riportato ad inizio di questa news porterà ad una riduzione, pari a venti punti percentuali dell’aliquota contributiva IVS a carico del datore, inoltre anche l’esclusione da ogni contribuzione a carico del dipendente, e la corrispondente riduzione dell’aliquota di computo per il calcolo del trattamento pensionistico (vedasi Circ. INPS 104/2018).

Affinché detto sgravio sia possibile qui è essenziale il deposito entro 30 gg dalla data di sottoscrizione. Per consentire alle imprese di implementare la modalità organizzativa che dà diritto ai benefici di cui sopra, l’Agenzia delle Entrate ha fornito una più compiuta definizione del “coinvolgimento paritetico dei lavoratori”, illustrando alcune esemplificazioni dello stesso, e fornito indicazioni operative (vedasi Circ. 28-E/2016 e Circ. 5-E/2018).

In caso di introduzione del coinvolgimento paritetico dei lavoratori non è alterato, in alcun caso, il potere decisionale che rimane sempre in capo all’imprenditore.

La disciplina del premio di risultato è quindi molto tecnica e richiede particolare attenzione, soprattutto per la parte relativa all’accordo e l’individuazione dei parametri di riferimento presupposti per l’elargizione del premio e la tassazione agevolata.

 

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